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SOCIETA'
Strano Paese
3 febbraio 2010

Strano Paese l'Italia, dove puoi farti ma senza dirlo.

Puoi assumere cocaina e sedere in Parlamento o al Governo, dove si prendono decisioni delicate... basta non dirlo.

Puoi drogarti e lavorare su una strada o una sala operatoria, dove disponi delle vite altrui... basta non dirlo.

Ma se sei un pochetto meno ipocrita e ammetti la tua debolezza mica puoi salire su un palco a cantare, nonostante il tuo essere dipendente dalla droga non fa del male a nessuno, non inficia nessuna competizione... nonostante su quel palco siano saliti, dietro invito e lauto compenso, svariati consumatori di droghe, stupratori, ecc., negli anni scorsi.

Siamo sempre noi, per l'aborto, come per l'eutanasia, come per l'adulterio, così per la droga, il Paese del "si fa, ma non si dice". Perchè se lo dici, anche se tutti sapevano da prima, ecco che si scatenano le Meloni, i Gasparri, i Giovanardi, i vari Moige e Codacons. Che pena!

P.S. che dite, sarà il caso di nascondere prima che scattino le retate contro i "cattivi maestri", i cd che ho in casa di Lennon, Led Zeppelin, Red Hot Chili Peppers, Pink Floyd, Jimi Hendrix, Doors, Beatles, Bob Marley, etc.?


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permalink | inviato da raser il 3/2/2010 alle 22:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
politica interna
Senti chi parla
22 maggio 2009

Confalonieri ha infine rivolto un appello, un po' scherzoso ma anche un po' gridato: «Cari ragazzi - ha detto il presidente di Mediaset - non rimbambitevi davanti alla televisione».

E se invece Lei non facesse trasmettere idiozie per buona parte del tempo? Troppo facile dare in mano una ferrari al figlio diciottenne e pensare di pulirsi la coscienza con la raccomandazione a non correre,


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permalink | inviato da raser il 22/5/2009 alle 22:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
politica interna
Di pesi, misure ed altre sciocchezze
23 agosto 2008
Attendiamo notizie in merito, caro Fini.

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permalink | inviato da raser il 23/8/2008 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Almeno il buongusto, suvvia, abbiate almeno quello!
17 ottobre 2007
A volte, quando mi fermo a bere un caffè in qualche bar, mi capita di sfogliare quel che capita sottomano... stamattina mi ha attratto il nome di un giornalista (si, vabbè!) che firmava l'editoriale di prima pagina su Libero: tale Renato Farina, uomo di autorevolezza e credibilità inattaccabili.

Il nostro commentava la sentenza della Cassazione riguardante il caso di Eluana Englaro, ovviamente dalla parte dei contrari, mentre le ragioni dei favorevoli erano difese da Vittorio Feltri. Essendo io già dalla parte di Feltri, ho bypassato il suo pezzo e mi sono rovinato il caffè leggendo le solite trite e ritrite recriminazioni di Farina sul fatto che uno può cambiare idea, che noi non abbiamo il diritto di porre fine a una vita, che l'idratazione e l'alimentazione artificiali non sono accanimento terapeutico... e fin qui, per quanto io ne dissenta, possono essere opinioni rispettabili. Poi però il Vate ha voluto strafare, ed ha tirato fuori, senza nessuno straccio di caso concreto, la stratosferica minchiata che “qualcuno si è risvegliato” da un coma irreversibile (chi? ci dica il nome!) e costoro avrebbero dichiarato di aver sentito le carezze, di aver tratto conforto dalla presenza di qualcuno che vegliava mentre si trovavano “senza un pensiero”... ed ecco il capolavoro: come esempio concreto per sostenere la sua tesi chi ti va a prendere il Betulla? Terry Schiavo! Quella Terry Schiavo che, fosse dipeso da loro, lui e la Binetti avrebbero tenuto in stato vegetativo a oltranza (perchè era chiaro dalle sue espressioni che capiva(!?)), che grazie all'impossibilità di una vera eutanasia venne sottoposta alla morte per inedia, e che l'autopsia dimostrò avere il cervello irrimediabilmente distrutto da anni, esattamente come sostenevano marito e medici.

Facile, signor Farina, sbandierare senza fare nomi e cognomi, casi di risvegli o di guarigioni miracolose che non sono altro che leggende metropolitane; facile signora Binetti, dichiarare che “Eluana deve morire di morte naturale e nulla deve essere fatto per accelerare la sua morte”; tanto a voi che vi frega? Per voi conta solo il difendere gli interessi dei vostri superiori intonacati, che sul dolore fondano buona parte del proprio fatturato, e pazienza per chi soffre, tanto verrà compensato (forse) nell'Aldilà.

Nessuno pretende leggi fuori dal mondo: basterebbe stabilire che dopo un tempo ragionevole, ben più che qualche mese, di stato vegetativo ed in presenza di dichiarate volontà del paziente, si possa procedere alla sospensione delle pratiche mediche (e, per qual che mi riguarda, mi sembrerebbe più che ragionevole ricorrere a quella che, credo Feltri, definisce “iniezione di pietà”).

E a chi, come Francesco D'Agostino dice che “sospendere idratazione e alimentazione significa far morire un paziente in coma fra grandi sofferenze”, ricordo che proprio grazie alla sua Lobby contraria ad una seria legge in materia, poco tempo fa Giovanni Nuvoli a quelle “grandi sofferenze” si è sottoposto non in coma , ma cosciente, perchè era l'unico modo per porre fine a una vita che non voleva più vivere.

Signori, vergognatevi!!!


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permalink | inviato da raser il 17/10/2007 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
moda
Fini e mezzi
5 ottobre 2007

Stamattina la trasmissione “Viva voce”, su Radio 24, trattava il tema della differente sorte toccata alle compagne di Rolla, regista caduto nell'attentato di Nassirya, e di D'Auria, agente del Sismi morto in seguito alle ferite riportate durante il blitz per la sua liberazione dai rapitori in Afghanistan. La compagna di quest'ultimo si è infatti potuta sposare con l'agente D'Auria in base ad un articolo del diritto canonico, e grazie a questo escamotage ne è diventata la vedova a tutti gli effetti e con tutti i diritti legali conseguenti. La signora Parrillo, al contrario, non è mai stata riconosciuta come una familiare di Rolla, e quindi, oltre a non essere mai presa in considerazione per le commemorazioni ufficiali, non ha potuto ottenere nessun riconoscimento legale.
Come giustamente faceva notare il conduttore, Alessandro Milan, l'unica differenza tra i due casi consisteva nel fatto che D'Auria, a differenza di Rolla, aveva avuto la “fortuna” di non morire sul colpo, ma solo dopo qualche giorno, e questo aveva consentito di utilizzare il già citato escamotage per aggirare la mancanza in Italia di una legge che riconosca le coppie di fatto.
In studio, a difendere il “no” a PACS, DiCo, ecc. c'era l'ineffabile Scaraffia, editorialista de “L'Avvenire”, la stessa che qualche giorno fa aveva avuto la brillante idea di equiparare in un suo editoriale a Hitler la coppia di Cagliari che chiese la diagnosi pre-impianto per escludere la possibilità di impiantare un embrione talassemico.
Ebbene, tralasciando il resto della disquisizione, mi ha colpito nella fase finale una considerazione della Scaraffia: Milan ha fatto notare che la mancanza del riconoscimento delle coppie di fatto renderà impossibile alla signora Parrillo, in virtù della legge 40, l'impianto dei 5 embrioni che lei e Rolla avevano fatto congelare con l'intento di procedere successivamente alla fecondazione assistita.
Ebbene, la Scaraffia ha risposto alla domanda “Che ne facciamo di quegli embrioni?” dicendo che quegli embrioni non avrebbero nemmeno dovuto esserci, poiché la loro esistenza era stata possibile solo perchè prodotti prima della Legge 40. Ora, sarebbe interessante capire perchè un embrione per la Scaraffia è una persona umana con pieni diritti solo se concepito prima dell'approvazione di una legge... o lo è sempre o non lo è mai!
Possibile che, pur di negare l'utilità di una legislazione che regoli i diritti dei conviventi, si arrivi a definire secondari e sostanzialmente sacrificabili quelli che fino a qualche giorno fa erano esseri umani con pieni dirittti, al punto che si accusava di nazismo chi chiedeva di diagnosticarne eventuali malattie? Fa così paura alla signora Scaraffia ed ai suoi datori di lavoro la possibilità che una coppia viva insieme con diritti minimi, ma diritti, senza contrarre matrimonio, da giustificare una tale contraddizione? E perchè?


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permalink | inviato da raser il 5/10/2007 alle 21:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Nazisti
26 settembre 2007
Se una coppia di portatori sani di talassemia chiedono la diagnosi pre-impianto per evitare di generare un figlio malato, secondo qualcuno sono colpevoli di eugenetica.

Se una coppia di portatori sani di talassemia ricorrono all'aborto per evitare di generare un figlio malato, secondo qualcuno sono colpevoli di eugenetica.

Tra quanto quella coppia verrà accusata di eugenetica se eviterà di avere figli, mediante metodi contraccettivi o mediante l'astensione da rapporti sessuali, per il timore di generare un figlio malato?


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permalink | inviato da raser il 26/9/2007 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
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