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Fini e mezzi
5 ottobre 2007

Stamattina la trasmissione “Viva voce”, su Radio 24, trattava il tema della differente sorte toccata alle compagne di Rolla, regista caduto nell'attentato di Nassirya, e di D'Auria, agente del Sismi morto in seguito alle ferite riportate durante il blitz per la sua liberazione dai rapitori in Afghanistan. La compagna di quest'ultimo si è infatti potuta sposare con l'agente D'Auria in base ad un articolo del diritto canonico, e grazie a questo escamotage ne è diventata la vedova a tutti gli effetti e con tutti i diritti legali conseguenti. La signora Parrillo, al contrario, non è mai stata riconosciuta come una familiare di Rolla, e quindi, oltre a non essere mai presa in considerazione per le commemorazioni ufficiali, non ha potuto ottenere nessun riconoscimento legale.
Come giustamente faceva notare il conduttore, Alessandro Milan, l'unica differenza tra i due casi consisteva nel fatto che D'Auria, a differenza di Rolla, aveva avuto la “fortuna” di non morire sul colpo, ma solo dopo qualche giorno, e questo aveva consentito di utilizzare il già citato escamotage per aggirare la mancanza in Italia di una legge che riconosca le coppie di fatto.
In studio, a difendere il “no” a PACS, DiCo, ecc. c'era l'ineffabile Scaraffia, editorialista de “L'Avvenire”, la stessa che qualche giorno fa aveva avuto la brillante idea di equiparare in un suo editoriale a Hitler la coppia di Cagliari che chiese la diagnosi pre-impianto per escludere la possibilità di impiantare un embrione talassemico.
Ebbene, tralasciando il resto della disquisizione, mi ha colpito nella fase finale una considerazione della Scaraffia: Milan ha fatto notare che la mancanza del riconoscimento delle coppie di fatto renderà impossibile alla signora Parrillo, in virtù della legge 40, l'impianto dei 5 embrioni che lei e Rolla avevano fatto congelare con l'intento di procedere successivamente alla fecondazione assistita.
Ebbene, la Scaraffia ha risposto alla domanda “Che ne facciamo di quegli embrioni?” dicendo che quegli embrioni non avrebbero nemmeno dovuto esserci, poiché la loro esistenza era stata possibile solo perchè prodotti prima della Legge 40. Ora, sarebbe interessante capire perchè un embrione per la Scaraffia è una persona umana con pieni diritti solo se concepito prima dell'approvazione di una legge... o lo è sempre o non lo è mai!
Possibile che, pur di negare l'utilità di una legislazione che regoli i diritti dei conviventi, si arrivi a definire secondari e sostanzialmente sacrificabili quelli che fino a qualche giorno fa erano esseri umani con pieni dirittti, al punto che si accusava di nazismo chi chiedeva di diagnosticarne eventuali malattie? Fa così paura alla signora Scaraffia ed ai suoi datori di lavoro la possibilità che una coppia viva insieme con diritti minimi, ma diritti, senza contrarre matrimonio, da giustificare una tale contraddizione? E perchè?


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permalink | inviato da raser il 5/10/2007 alle 21:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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