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politica interna
Leggere differenze
4 luglio 2009

«I servizi segreti sono una brutta roba». «Die­tro a queste porcate ci sono sempre i servizi». «Invece di farsi accompagnare dai servi­zi, è meglio farsi accompagna­re dalla gente della Lega o dal­la polizia come faccio io, i ser­vizi prima usavano le bombe, adesso usano le donne...».

Sarà, ma ad una donna, diversamente che ad una bomba, si può sempre dire "No, grazie, sono sposato e potrei essere tuo padre".


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politica interna
Feuilleton
9 settembre 2008

Qualcuno ventila il nome della Gelmini come futuro Governatore della Lombardia, alla faccia delle richieste leghiste.

E Bossi la bolla come "incompetente", sparando su scelte che aveva apprezzato solo qualche settimana prima.

Ma siccome a ogni azione corrisponde una reazione, ecco che il federalismo s'allontana.

Quale sarà la prossima puntata?

politica interna
Basta volerlo
31 agosto 2008

Nei momenti piu' duri della sua malattia, Umberto Bossi racconta di aver pensato di lasciarsi andare, di non lottare piu' per sopravvivere. ' Non ho mai pensato alla morte in quanto tale - racconta il leader della Lega a un settimanale - ma soltanto alla fine di una sofferenza enorme che mi stava opprimendo. Ma sono un lottatore vero e ho continuato a combattere'. Bossi dice di sentirsi vicino ai parenti di chi e' in coma ma di essere consapevole del dilemma medico. Difficile per ora una legge.

E perchè?


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permalink | inviato da raser il 31/8/2008 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
politica interna
La serietà al Governo
24 agosto 2008

"Le Provincie non si toccheranno". Lo ha garantito il ministro delle riforme, Umberto Bossi, parlando con i giornalisti a belluno di rientro dal Cadore. "Certe cose che si dicono non si possono fare. Per esempio, non si possono tagliare le Province - ha argomentato il segretario della Lega - . Se in montagna si rompono le strade, chi le aggiusta è solo la Provincia, non può certo intervenire la Regione. Le spese vanno ridotte, non pero' a scapito di funzionalità, efficienza, istituzioni. Tolte le Province, sarebbe difficile trovare un'altra soluzione funzionale".

A parte il fatto che le strade, se si rompono, le aggiusta chi ha la competenza della viabilità, sia esso il Comune, la Provincia o la Regione. Ma il discorso è un altro: se in campagna elettorale si dice che verranno abolite le Province e poi salta fuori che "certe cose che si dicono non si fanno", allora è solo una presa per il culo del cittadino, elettore e non.
E si abbia la grazia di dirci quali altre cose del programma di Governo "si dicono ma non si fanno"... e, a proposito: che ne dice il Ministro per l'Attuazione del Programma, tale signor Rotondi?

politica interna
La metà chiara
16 agosto 2008

Ogni tanto Bossi si ritrova ad utilizzare la metà di cervello ancora funzionante, e così riesce a fare due conti, o meglio, riescono a farglieli fare i suoi sindaci.
Già, perchè l'abolizione dell'ICI piace a tutti, e chi si sarebbe mai azzardato a dire il contrario in campagna elettorale? Ma si da il caso che l'ICI rappresenti per molti comuni la principale entrata in bilancio (salvo anni di selvaggia cementificazione). Va bene, il Governo ha promesso di sostituire il gettito con i trasferimenti statali, ma, ammesso che ciò avvenga (e io ho foerti dubbi, se non altro sul fatto che avvenga per il 100%), la fregatura c'è: tali trasferimenti corrisponderebbero al gettito attuale, ma che ne è dell'aumento di gettito che sarebbe avvenuto nei prossimi anni? E tale aumento non sono bruscolini, soprattutto per quei Comuni, e ce ne sono a bizzeffe tra quelli amministrati dalla Lega, che hanno approvato dei PRG di sfruttamento intensivo del territorio, per la gioia degli immobiliaristi e degli impresari edili (inutile dirvi chi votino costoro).
Ebbene, l'ICI sarà pure brutta, sporca e cattiva, ma dà all'Amministrazione risorse proporzionali all'urbanizzazione, e quindi alla quantità di servizi da erogare ai cittadini. Laddove vi sarà incremento sostanziale di cittadini senza il corrispondente aumento di denaro in entrata, come faranno i Comuni a far fronte alle necessità?
Ed allora ecco che, indorata (o meglio, cammuffata) dallo zuccherino del federalismo fiscale, la pillolona del ritorno dell'ICI viene preparata sulla comodina di padani e non padani. Salute!


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politica interna
RPCP
25 luglio 2008

 ...il sottosegretario al ministero Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli ha annunciato che verificherà "se questa sorprendente presa di posizione sia compatibile con l'attività di operatore della compagnia negli aeroporti italiani"...

Ma come!? I dirigenti della Rayan Air non lo sanno che nella Repubblica Popolare Combattente della Padania vige il culto della personalità: chi tocca il Capo e ne confuta le tesi perde ogni diritto civile e sociale.

Per l'autunno è annunciata una riforma costituzionale che introdurrà il dogma dell'infallibità di Bossi quando declama e gesticola ex-podio...


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politica interna
Ministro alla Pubblica Ignoranza
21 luglio 2008
"Solo strumentalizzazioni, visto che nell'inno di Mameli c'è scritto pure che i bambini si chiamano Balilla" taglia corto il ministro leghista.

A parte che quel "visto che" dovrebbe sottintendere un nesso logico che non si capisce quale sia con il suo dito medio alzato, ma qualcuno dovrebbe rivelare al Ministro Bossi che:

1. "schiava" nell'inno è riferito alla Vittoria 

Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

2. Mameli scrisse il testo nel 1847, per cui potrebbe forse nascere il dubbio a Bossi che il termine "Balilla" sia stato adottato dal Regime Fascista mutuandolo dall'Inno, e non viceversa.

Beh, tutto sommato, date le doti intellettuali del genitore, non è così difficile spiegarsi il perchè...



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politica interna
Mica scemo
17 luglio 2008

Tutto si può dire di Bossi, meno che sia uno sprovveduto e che non sappia imparare dai propri errori. Nella precedente esperienza di Governo, infatti, trainò, o si fece trainare, da Berlusconi sulla strada dell'autosufficienza, convinto che l'opposizione fosse solo una scocciatura necessaria. Se un'impostazione di questo tipo può funzionare per le leggi ordinarie, è invece stupida nel caso delle riforme costituzionali, per le quali porta inevitabilmente a dover affrontare il Referendum confermativo. Non cercare l'accordo con la minoranza causò il naufragio della devolution, lasciando la Lega con un pugno di mosche dopo i tanti rospi ingoiati, e fatti ingoiare al proprio elettorato.

Ecco perché dal 15 aprile in poi Bossi si è sempre distinto nel ribadire la necessità di trattare col Pd, frenando le rigidità dei suoi e degli esponenti più integralisti del Pdl.
Ecco perché, appena Berlusconi ha mostrato l'intenzione di forzare sulla giustizia, Bossi ha subito scatenato Calderoli, smentendo clamorosamente per due volte il Presidente del Consiglio: se a settembre il Governo dovesse andare veramente alla resa dei conti con la magistratura, ciò significherebbe costringere il Pd allo scontro frontale, e allora addio trattativa, addio riforma federalista condivisa, addio certezza di evitare il Referendum.

Tra l'altro la polemica in atto consente a Bossi di ottenere anche un vantaggio tattico, perchè la giustizia è materia a cui Berlusconi è particolarmente sensibile: quale migliore occasione per puntare i piedi, ricordando al Cavaliere che la Lega è determinante per la sua maggioranza (tanto più che la base leghista è sul tema più vicina a Di Pietro che a Silvio)?

Se fossi Veltroni un paio di lisciate al pelo dell'Umberto le darei, sempre che al Pd interessi veramente bloccare Berlusconi sulla giustizia, e non stia solo facendo la pantomima pregustando i vantaggi dell'immunità senza gli svantaggi del votarla.


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politica interna
Attacchi e contrattacchi
19 novembre 2007

Berlusconi ha fatto una minchiata, non v'è alcun dubbio: sbilanciarsi e giocare la propria credibilità garantendo della caduta di Prodi il 14 novembre, in seguito alla defezione di diversi senatori della Margherita contattati personalmente da lui, è stata una ingenuità che solo un politico poco accorto e con eccesso d'autostima come il Cavaliere poteva commettere.

Errore reso ancor più grave dal fatto che i suoi alleati da un anno e mezzo aspettavano soltanto l'occasione buona per “pensionarlo”, e solo la strategia della spallata imminente aveva finora evitato la resa dei conti all'interno dell'ex CdL. Così Fini e Casini hanno avuto buon gioco nel mettere alla berlina Berlusconi, facendo ora quel che intendevano fare all'indomani delle elezioni, prima di scoprire che invece di una umiliante sconfitta, la CdL era arrivata ad un sostanziale pareggio. Suppongo che ai due “delfini” non sia sembrato vero che Berlusconi offrisse sul piatto d'argento una così ghiotta occasione.

Ma tanto più è messo nell'angolo, e tanto più il Cavaliere diventa pericoloso: in quattro e quattr'otto li ha messi davanti al fatto compiuto ed ha annunciato la creazione del Partito delle Libertà. Solo che stavolta sarà difficile che la sua mossa funzioni, per una serie di ragioni.

Prima di tutto, di nuovo nella creatura di Berlusconi c'è poco o nulla. La formazione del PD, infatti, per quanto criticabile e accusata di “fusione fredda”, è avvenuta dopo mesi di dibattiti anche duri ed ha rappresentato l'unione di due grandi formazioni politiche, con la nascita di un soggetto mai esistito prima. Il Partito delle Libertà, al contrario, nulla appare se non un cambio di nome di Forza Italia, e sarà quindi ancora probabilmente legato alla leadership carismatica del fondatore, il quale determinerà in solitudine strategia, alleanze, dirigenti... insomma qualcosa di più simile alla transizione da PCI a PDS, che non alla nascita del PD (a meno che uno voglia dare una minima importanza all'eventuale adesione dei vari Rotondi, Storace, Capezzone, ecc).

Questo sarà vero soprattutto nel momento in cui Fini e Casini non accetteranno (e come potrebbero farlo) di entrare in questo contenitore abdicando a tutto ciò per cui hanno lavorato finora. Soprattutto Fini, che sognava un Partito Unico in cui AN e FI entrassero alla pari, e in cui avrebbe potuto far valere il maggiore radicamento territoriale di AN ed il proprio ruolo di fedele e leale “vice”, non potrà mai accettare di aderire ad un progetto buttato in piazza all'evidente scopo di colpirlo.

A questo punto, paradossalmente, l'unica ancora di salvezza per Berlusconi finisce per essere Veltroni, e per entrambi il Referendum elettorale: ad entrambi converrebbe, piuttosto che un ritorno al proporzionale, l'approvazione del quesito referendario, in virtù del quale si giocherebbero Palazzo Chigi alla faccia di tutti gli altri comprimari della politica italiana (tanto più che Fini si troverebbe in serio imbarazzo a innestare la retromarcia sull'appoggio al Referendum).

Riusciranno quei due a far diventare l'Italia un paese sostanzialmente bipartitico? Io sono piuttosto scettico, ma in caso affermativo avrei di che essere grato a Berlusconi.

Infine, se fossi Fini, non perderei molto tempo e cercherei di creare un vero partito nuovo nel centrodestra, attraverso la fusione non con FI, ma con l'UdC, perchè un partito del genere, con candidato Premier Fini stesso ed in caso di vittoria referendaria, potrebbe avere a mio avviso anche più probabilità di vittoria rispetto al fantomatico PPIL.

E la Lega? Nessuno più di Bossi è al momento sospeso tra inferno e paradiso: la Lega non potrà mai aderire al PPIL (la base non lo sopporterebbe e verrebbe fagocitata del tutto), per cui si troverà volente o nolente a fare da sé. Se dovesse passare la riforma in senso proporzionale i leghisti potranno correre da soli, tornare ai vecchi cavalli di battaglia anti-sistema (soprattutto in caso di Governo di transizione dal quale resterebbero fuori) e tornare vicini a quel 10% che ottennero nel 1996, con la differenza che in un Parlamento proporzionale, il 10% potrebbe significare essere ago della bilancia. E questo è il Paradiso... ma se si dovesse andare al Referendum e ne uscisse il relativo sistema, la Lega finirebbe per diventare subalterna ed ininfluente.
In ogni caso Berlusconi ha cambiato tutte le carte, sarà divertente vedere come le giocheranno i contendenti.

politica interna
Come al solito è il bue a dar del cornuto all'asino/2
3 settembre 2007

Bossi: "Marini, un cadavere"


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